Browsing Articles Written by

HomeInstead

CURA PER IL CAREGIVER

Anziani, Guida By 4 aprile 2014 No Comments

Home Instead logoCome caregiver, devi imparare a fare attenzione ai tuoi bisogni. Ecco qualche raccomandazione per aiutarti a far fronte al tuo difficile ruolo.

Cerca supporto – tante caregiver si allontanano dalla famiglia e dagli amici perché pensano che nessuno le può capire. È molto utile e in tanti casi terapeutico fare parte di un gruppo di sostegno in cui imparare dagli altri attraverso la condivisione delle esperienze.

Non sentirti in colpa – non sentirti in colpa se senti il bisogno di dedicarti un po’ di riposo.

Nutri il corpo – cerca di dormire abbastanza e mangiare correttamente.

Prendi pause il più spesso possibile chiedendo un sostegno ad altri membri della famiglia.

Stabilisci limiti – dì no a richieste che sono oltre le tue capacità e dì di sì alle offerte di aiuto da parte di famiglia e amici.

Amici, famiglia e vicini di casa sono spesso disponibili ad aiutare, ma possono anche sentirsi a disagio nei confronti delle persone affette da demenza. Non vogliono essere considerati come un’intromissione e non sanno come aiutare.
Le persone possono aiutarti se tu:

  •  Dai a loro attività chiare e dici loro esattamente come ti senti e di cosa hai bisogno
  •  Cerchi di essere preciso e positivo
  •  Fai sapere quanto apprezzi il loro aiuto e quanto alleggeriranno il tuo fardello
  •  Li indirizzi ad attività non direttamente collegate alla cura. Alcune persone non si sentono in grado o non riescono a relazionarsi con la persona affetta da demenza. Alcuni esempi: fare la    spesa, occuparsi del giardino e fare le pulizie
  •  Gli fai sapere che il loro aiuto ti è servito – continueranno ad assisterti se si sentono apprezzati
Share:

ANNA E LA MEMORIA

Anziani By 26 marzo 2014 No Comments

anna_frankRiportiamo di seguito l’articolo di Patrizia Zampieri

Oggi avrebbe circa 80 anni, testimone vivente del passato, ma capace di guardare al futuro.
Tempo fa ho avuto occasione di vedere il film di Jan Jones IL DIARIO DI ANNA FRANK, il più recente sulla vita di questa ragazzina.
Mi ha colpito tanto la dolcezza nel modo di presentarla, e sono poi andata a cercare il diario stesso. Nel fermarmi un momento a conoscerla, ho trovato che la sua vicenda ha molto in comune con la mia. Come si può stare rinchiusi in un appartamento due anni… e vivere! Una situazione forzata spinge a rivedere quello che è davvero importante, per cui vale sempre la pena di tentare, anche se questo implica il provare la fatica fino a sperimentare la paura. Anna prova quello che una situazione più grande di lei la obbliga a provare, ma poi…

Share:

LE CRONACHE – LA “TRAVIATONA”

Anziani By 22 gennaio 2014 No Comments

Riportiamo di seguito l’articolo di Maria Teresa B.

Non so se vi ho mai detto che una gran passione che ho è l’opera. Non è solo cultura, ma anche un misto di arte, vita, musica, insomma un concentrato che risveglia emozioni. Una volta era un grande successo, oggi si fa più fatica a riscoprirla, perché è complessa, persino mia figlia ha dovuto mettersi di buona volontà per ascoltare prima di formulare un suo giudizio. Alla fine, come me, è diventata un gran fan di Verdi, per questo il passato 7 dicembre, in occasione dell’inizio della stagione alla Scala di Milano, ci trovavamo tutt’e due alle 17:30 puntuali davanti a RAI 5, sul nostro super 32 pollici del salone (super nel senso che è un po’ più grande di quello che c’è in cucina).

Share:

LA LAVATRICE

Anziani By 11 gennaio 2014 No Comments

La mamma, tutta desiderosa di contribuire al funzionamento dell’economia di casa propria, collabora sì, ma in un modo tutto suo.
Traduzione: sporca e distrugge. Questa mia, come sempre, è un’osservazione benevola. Bisogna capirla: in fondo una lavatrice non esiste per non essere attaccata. E per essere messa in moto bisogna riempirla, e chi meglio può darsi da fare in questo senso è proprio la mamma.
Lei, dato che non parla più, passa direttamente all’azione. Sotto sotto c’è una lezione per tutti noi: quello che c’è da fare, fallo e basta.

Ma il papi, ben più tardo nel captare simili sfumature, rimane ancorato al vecchio “E io pago!”

Forse però la figlia ha trovato il modo di farlo pensare: “E io pulisco, cucino, lavo, stiro, spero… Ti pare poco???”

MUM AND THE WASHING MACHINE

Willing to give a hand to the good functioning within the economy of her home,  my “mamma” cooperates, but in her own way. Which means: she stains and breaks. Take it as a positive remark. Let’s try to understand: a washing machine does not exist not to be switched on. And in order to make this possible, one needs to have it full, and “la mamma” is really the one who can do it at best. Now that she does not speak anymore, she has turned to direct action. I feel there’s some lesson behind for all of us: whatever must be done, just do it.

Yet daddy, who is slower in capturing such little details, keeps coming to an old conclusion: “I’m the one who pays!”

But the daughter (me) has perhaps found a way to make him ponder: “And I’m the one who cleans, cooks, washes, irons, hopes… Not less valuable, isn’t it???

Share:

C’E’ BISOGNO DI TEMPO…

Anziani, Guida By 10 gennaio 2014 No Comments

511_HorzLogoUn’operatrice sanitaria è comunque un’estranea. Ci vuole tempo per costruire un rapporto di fiducia e collaborazione.
Il vostro caro deve acquisire il prima possibile l’abitudine alla sua presenza, anche agendo gradualmente.
Tutto nasce dalla conoscenza reciproca fra il vostro caro e l’operatrice; solo successivamente è possibile iniziare a pianificare attività.

Share:

SCUSATE LO SFOGO

Anziani By 10 gennaio 2014 No Comments

Riportiamo di seguito l’articolo di Patrizia Zampieri

Oggi proprio non gira… Voglio dire: non sono Superman. Da tre anni vado avanti e indietro senza mai un giorno libero.
E il riposo necessario dove lo metto? Faccio la colf, la badante e pure l’intrattenitrice. Chi mi trovo vicino non è che non faccia niente, ma in una maniera “molle”, senza nessun vero spirito di collaborazione.
Risultato: tutto sulle mie spalle! Compresa la missione di cercarmi lavoro. E’ vita questa? Oddio, qualche tornaconto c’è. Le idee mi vengono a frotte. Il problema è che ho due mani sole. Certo, è un’esperienza che ti apre gli occhi, il che fa persino curriculum. Ma non capisco l’organizzazione nazionale inesistente.
Caro stato, per caso hai delegato me solo perché sono una che si fa in quattro? E della vita mia che ne facciamo? E’ lecito questo? Cavoli, io voglio essere tutelata…

SORRY FOR THE OUTBURST

I’ve got enough today… I mean, I am no superwoman. For three years I haven’t stopped, with no day off at all. What about the rest I should need? I am the housemaid, the caretaker and even the entertainer. Those close to me do something, but in a way that shows no real spirit of cooperation. The result: everything on my shoulders! Included the mission of having to look for a job. Is this life? Well, to be quite honest, there is something positive in return. I am full of ideas. The only problem is that I only have two hands. Ok, this is a kind of experience that opens your eyes, and is even worth to be mentioned on a résumé. Yet I don’t understand why there is no organization at national level. Dear country of mine, maybe you have delegated me only because I am willing to assume my responsibilities? And what about my own life? Is this licit? Gosh, I want to be protected..

POSTATO DA PATRIZIA ZAMPIERI

Share:
fless

L’ISOLAMENTO E’ IL VERO NEMICO

Anziani By 21 novembre 2013 No Comments

Riportiamo di seguito l’articolo di Patrizia Zampieri

Si parla, si discute, poi le cose restano come sono. Di nuovo si parla, non si decide (tanto fanno tutti così…), ci si guarda intorno aspettando che qualcun altro (mai noi!) prenda l’iniziativa, alla fine non si conclude un tubo rimanendo invischiati nel solito circolo vizioso. Senza accordi precisi, ognuno finisce per pensare solo a sé. Eppure un accordo trasmette un senso di unità. Una regola crea senso di appartenenza. Il problema è che entrambe le cose richiedono cambiamenti dal di dentro.

Share: