Sessione 3: Gestire i comportamenti

 

Comunicazione non-verbale

Uno dei primi segni della demenza è la difficoltà con il linguaggio parlato e scritto.  La persona potrà non essere più in grado di dire che è nervosa o arrabbiata.  Bisogna essere pronti a cogliere i segni non – verbali.

La comunicazione non-verbale potrà suggerirti lo stato d’animo del tuo assitito, le sue emozioni.   Ad esempio potrà sorridere per mostrare felicità, essere accigliato per mostrare disagio, camminare con agitazione se deve andare al bagno, o fare una smorfia per il dolore.

Comportamenti che necessitano di essere gestiti

I comportamenti generati dall’Alzheimer e che necessitano di essere gestiti sono quelli che mettono il benessere fisico ed emotivo tuo o del tuo caro a rischio.

Fisico Emotivo
·         Rifiutarsi di bere ·         Sentirsi imbarazzati
·         Non lavarsi regolarmente ·         Evitare di compiere attività sociali
·         Rifiutare le medicine ·         Rifiutare di partecipare ad attività che stimolino il cervello
·         Mangiare in maniera non regolare ·         Avere atteggiamenti che spaventino o confondano altre persone, portando all’isolamento
·         Cercare di colpire, spingere o litigare
·         Uscire senza vestirsi adeguatamente
·         Rifiutarsi di fare esercizio fisico

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Comportamenti tipici

Nella prima sessione, chiamata “La malattia di Alzheimer o altre demenze”, avevamo visto quali fossero i comportamenti tipici di chi soffre di queste patologie:

  • Allucinazioni e manie,
  • Wandering,
  • Rifiuto,
  • Aggressività,
  • Ripetizione,
  • Agitazione,
  • Inappropriatezza sessuale,
  • False accuse.

Usare i ricordi

Se hai raccolto più dettagli sul passato del tuo caro, questi possono risultare risorse  utili per fronteggiare questo tipo di difficoltà.  Queste informazioni possono essere usate in tutte le tecniche che vedremo oggi, e potranno recare benessere a tutta la famiglia.

Tecniche per gestire i comportamenti

Ricordati innanzitutto che una tecnica può funzionare una volta, ma non necessariamente funzionerà sempre.  E’ importante conoscere una serie di tecniche pronte all’uso.  Può anche capitare di usarne più di una contemporaneamente.

E’ fondamentale mantenere sempre la calma.  Arrabbiarsi o mostrarsi impazienti non ripaga mai.

  • Dai la possibilità di fare scelte semplici
  • Chiedi scusa e prenditi la colpa per la situazione (vera o presunta)
  • Reindirizza l’attenzione
  • Rimuovi fisicamente l’oggetto o la persona dal luogo in cui si trova

Scelte semplici

Dare la possibilità di fare scelte semplici aiuta la persona a mantenere il controllo. Un individo nelle prime fasi dell’Alzheimer può sentire di non avere il controllo sulla sua vita.  Se si rifiuta di fare qualcosa e inizia ad arrabbiarsi, offrirgli una scelta tra due opzioni lo potrà calmare e farlo sentire con la situazione sotto controllo.

  • Dai per scontato che farà l’attività, ma fornisci una scelta /opzione a riguardo del come/quando/dove la farà
  • Se il tuo caro fosse restio a fare qualcosa, la scelta non dovrà essere del tipo “fai questo” oppure “fai quello”.

Ad esempio, spesso è difficile far fare la doccia o il bagno: una scelta semplice potrebbe essere, “Vuoi fare il bagno adesso o tra un’ora?” oppure “Vuoi fare il bagno o la doccia?”

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Chiedere scusa o prendersi la colpa

Chiedere scusa o prendersi la colpa catturano l’attenzione del malato.  Potrà calmarli se credevano di poter essere accusati di qualcosa.

Reindirizzare

Reindirizzare vuol dire fondamentalmente “cambiare la direzione”.  A volte è letteralmente vero; magari tu vorresti che la persona, invece di camminare in una direzione (verso la porta), camminasse verso un’altra direzione (verso la cucina).  Spesso, però, il reindirizzare riguarda l’argomento o l’umore verso qualcosa di più positivo e di sicuro.

Rimuovere fisicamente l’oggetto o la persona dal luogo in cui si trova

L’agitazione o l’aggressività è spesso causata da qualcosa presente nell’ambiente in cui il malato si muove. Ad esempio, la persona può innervosirsi perchè un libro è fuori posto.  Semplicemente togli totalmente dalla vista quel libro.

Il tuo caro può guardare fuori ed avere allucinazioni: c’è qualcuno nel giardino che ci osserva.  Questo può causare paura o agitazione. Spostare la sedia in cui abitualmente si siede, in modo che non riesca a vedere il giardino può ridurre la sensazione di paura e può evitare che succeda ancora.

Prova tre volte, tre modi diversi

Nessuna tecnica ha la garanzia di essere sempre efficace. Una volta ha successo, magari quella successiva no.  Magari dovrai provare tecniche diverse più volte.

Possono esserci giorni in cui il tuo caro dirà “no” praticamente a tutto o sarà genericamente non cooperativo.  Se hai lavorato sulla raccolta di ricordi, essi vi forniranno spunti su argomenti o attività favorite da usare come motivatori per fargli dire “si”.

Sfortunatamente, provare tre volte potrà non essere sempre efficace. Potresti aver bisogno di fermarti per prendere un attimo di pausa.  Bisogna anche rispettare il diritto del tuo caro di dire no.  A volte, se solo dai al tuo caro un po’ di tempo, e riprovi più tardi, quello che prima era no potrà diventare un si.

Essere proattivi

E’ importante che tu abbia chiaro che cosa il tuo caro sia in grado di fare.  Potresti aver notato che si agita quando è in mezzo alla gente o quando il volume della T.V. è troppo alto.  E’ sempre una buona idea quella di essere preparati ad ogni cosa che possa accadere ed anticipare situazioni che potenzialmente possono causare guai.

Una strategia semplice è quella della regola dei 30 secondi.  Rispondere ad un comportamento entro i primi 30 secondi, prima che si trasformi in un problema più grande, aiuterà la sicurezza tua e del tuo caro.  Magari vedi il tuo caro che inizia ad agitarsi; farfuglia le parole, oppure si sta focalizzando su qualcosa che sta accadendo nella stanza.  Intervenire prontamente reindirizzando o usando altre tecniche per fronteggiare i comportamenti ripagherà sicuramente.

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Situazioni potenzialmente pericolose

  • Farsi truffare,
  • Pagare più del dovuto,
  • Bere soluzioni tossiche,
  • Accendere un fuoco in cucina,
  • Utilizzare in maniera non corretta apparecchi elettrici,
  • Utilizzare lavatrice o lavastoviglie in maniera inappropriata,
  • Litigare con estranei o vicini,
  • Fare incetta di oggetti, ecc.

I malati di Alzheimer diventano progressivamente incapaci di prendersi cura di loro stessi.  La malattia progredisce in maniera differente da persona a persona, così tu, gli altri famigliari o una caregiver professionista, potresti trovarti nella situazione di dover  adattare comportamenti e soluzioni alle diverse fasi della malattia per prevenire eventuali fonti di pericolo.

Solo perchè un qualcosa non è ancora accaduto, non vuol dire che non sia già arrivato il momento di doversene preoccupare.  Anche con la migliore pianificazione, gli incidenti possono accadere. Occuparsi della sicurezza della casa o della stanza del tuo caro (ad esempio in una struttura) ti aiuterà a prevenire situazioni potenzialmente pericolose.

Prenditi cura di te

Nel prendersi cura di una Persona affetta da Alzheimer o altre demenze, è molto facile porre tutta l’attenzione sulle sue necessità e trascurare le tue:

  • Rimani in contatto con gli altri
    • Mantieni rapporti di amicizia che ti diano supporto emotivo
    • Mantieni pratiche spirituali e religiose che ti nutrano l’anima

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