Riportiamo di seguito l’articolo di Maria Teresa B.

Non so se vi ho mai detto che una gran passione che ho è l’opera. Non è solo cultura, ma anche un misto di arte, vita, musica, insomma un concentrato che risveglia emozioni. Una volta era un grande successo, oggi si fa più fatica a riscoprirla, perché è complessa, persino mia figlia ha dovuto mettersi di buona volontà per ascoltare prima di formulare un suo giudizio. Alla fine, come me, è diventata un gran fan di Verdi, per questo il passato 7 dicembre, in occasione dell’inizio della stagione alla Scala di Milano, ci trovavamo tutt’e due alle 17:30 puntuali davanti a RAI 5, sul nostro super 32 pollici del salone (super nel senso che è un po’ più grande di quello che c’è in cucina).

Scorrono le prime immagini in cui si vedono i tecnici che arrivano con i camion a scaricare gli arredi, mamma mia quanta gente! Attori e l’orchestra messi assieme sono proprio quattro gatti al confronto di tutti quelli che rendono possibile la messa in onda dello spettacolo. Avete mai fatto caso ai titoli di coda dei film? Non finiscono mai… Vedendo quei giovanottoni scendere dai camion mi viene in mente che, nel suo piccolo, in casa mia è appena accaduto qualcosa di simile. Infatti da due ore mia figlia traffica per tenere tutto pronto nei tempi giusti, la cena ha richiesto un minimo di pianificazione, perché l’evento giustifica qualche leccornia. Ha persino avuto l’accortezza di portarmi in bagno per una rinfrescata, un po’ in anticipo rispetto alla consuetudine, ma per un appuntamento così importante ci si fa belle prima, no? Naturalmente non sto fermissima, non rispondo più tanto con coerenza, ma ormai mia figlia ha imparato a non lasciarsi condizionare dalle mie espressioni, e ha capito che ciò che conta è assaporare il momento. E questo, ohibò, per me è proprio il massimo! Conosco molte opere, ma Verdi le batte tutte. Mio conterraneo, amante (come me) della buona tavola, patriottico e di grande sensibilità. Certo, io non l’ho mai conosciuto, e chissà che cosa ci saremmo detti se fosse successo. Mentre penso queste cose guardo sfilare molte personalità, ma non capisco perché le signore si vestano così spesso di nero. Ultimamente andavo a teatro qualche volta di pomeriggio, quindi la gente non vestiva mai abiti da sera (appunto perché non era sera, sicuro che adesso qualcuno riderà…). Arriva la Tarantola, non un ragno, ma la presidente della RAI, bella fumna (!), ma perché anche lei di nero??? Forse per via del cognome (quel qualcuno di prima adesso tornerà a ridere…)? Ascolto l’intervista ad una donna direttore d’orchestra, mi è sfuggito il nome, e dato che è un’asiatica lo avrei comunque dimenticato subito. Perbacco, siamo davvero internazionali… Poi arriva il tal giornalista del Corriere della Sera, e mi accorgo che intorno ad un teatro c’è proprio un mondo, fatto di beltà e bruttezze, ma che ti fa sognare. Verdi vale sempre la pena. Alle 18 non è ancora cominciata… Fossimo lì sarebbe bello girare, ammirare; ma stazionando invece nel salotto di casa, il cui arredamento lo conosco ormai a memoria, ci si concentra sul sodo. Ordunque: quando si comincia? Non ho finito neanche di pensare la domanda che parte la sigla. Immagino il via vai dietro le quinte, per far partire una sigla bisogna proprio che siano tutti pronti. La regista si chiama Patrizia!!! Dopo un minuto di silenzio per ricordare Nelson Mandela, l’inno nazionale ed un “Viva Verdi!”, inizia l’opera. Ci siamo: adesso il salotto è un tutt’uno con La Scala…

Prima sorpresa: la tipa che aiuta Violettona a mettersi una collanona assomiglia a Vanna Marchi! Stessi capelli rossi e dritti! Non solo: a mia figlia viene in mente una sosia di Violettona, una tipa con cui lavorava in albergo, bionda, grassa e con un fare superbo. Uno ride, ma è in questi dettagli che si vede come il teatro abbia molto da dire sulla vita delle persone comuni. La scenografia è moderna, e moderni sono anche i gesti e gli atteggiamenti. A momenti lei (la “ona”) gli mette le mani addosso prima di strillargli “Amami Alfredo”… che tipa questa soprano, una tedesca con una boccuccia esile che apre appena appena per far sentire la voce… ma si sente, eccome se si sente! Din don: arriva la cena: tortellini in brodo affogati di parmigiano, panino di bresaola, cipolle rosse al vino e magnum al pistacchio! Mangio con gli occhi incollati al video, mentre Alfredo si strugge, e per sfogarsi si mette in cucina ad affettare le verdure. Come mia figlia… Anche se nonostante il continuo viavai ha persino il tempo di farmi notare che Alfredo inconsolabile s’è seduto a meditar vendetta su una sedia a dondolo! In un momento di pausa fra un atto e l’altro, la telecamera inquadra la platea mezzo vuota. Ovvio, sono tutti al bagno (qualcuno di prima, ridi, ridi…)! Bello spettacolo, ma l’ultimo atto mi ha convito poco. Non so, Violetta non mi è sembrata tanto in fin di vita… Lui, da pentito, si presenta con mazzo di fiori e scatolone di dolciumi (giuro,non era una scatolina)! Mah! Chissà cosa direbbe la Callas…

POSTATO DA MARIA TERESA B.

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